Metodo Montessori

L’ambiente preparato e amorevole

Amo collaborare con chi conosce il Metodo Montessori e può autarmi a diffonderlo, per questo motivo, Il blog di Vivo Montessori ospita spesso insegnanti, educatori, formatori Montessori, che, attraverso i loro scritti, ci permettono di apprendere meglio la pedagogia montessoriana.

Oggi vi presento un articolo scritto da Morena Drago, Pedagogista ed Educatrice montessoriana con cui ho avuto il piacere di collaborare. Ho conosciuto Morena all’inizio della mia attiivtà lavorativa, avevo da poco aperto il sito www.vivomontessori.com e lei mi ha chiamata per acquistare alcuni materiali. Nel tempo, siamo sempre rimaste in contatto e si è creato tra noi un rapporto personale che va al di là di quello lavorativo.

Qualche giorno fa ha scritto per il mio blog un interessante articolo sull’ambiente montessoriano! Sono felice ed onorata di convidiere con voi il suo scritto! Di seguito trovate una breve presentazione di Morena e a seguire l’articolo dal titolo: L’ambiente preparato e amorevole.

Buona Lettura! – Anna Pagnotta – Vivo Montesori –


Chi sono?

Sono Morena Drago educatrice montessoriana, specializzata nella fascia 0-3 anni, e pedagogista. Dal 2018 conduco incontri informativi per famiglie sul metodo Montessori e su varie tematiche inerenti l’infanzia e incontri di formazione per educatori. Da circa un anno sono amministratrice, di due pagine facebook: MORENA DRAGO PEDAGOGISTA e, EDUCATRICI MONTESSORI E NON SOLO (insieme alla mia collega Marzia Cenciarelli, che è anche la fondatrice,) attraverso le quali mi impegno quotidianamente alla diffusione del metodo Montessori, nel rispetto dell’infanzia. Sono mamma di due bimbi, ai quali devo il coraggio di aver intrapreso questo meraviglioso percorso. Grazie Anna Pagnotta per avermi dato l’opportunità di partecipare a questo blog.

L’AMBIENTE PREPARATO E AMOREVOLE:

L’ambiente è di centrale importanza nel metodo di educazione del bambino, che Maria Montessori chiamava “la vera educazione nuova” affermando che «il bambino è scienziato, egli dai tre ai sei anni sviluppa i sensi, e la sua attenzione è quindi portata alla osservazione dell’ambiente».Per poter attrarre il bambino e suscitare in lui un interesse, occorre offrirgli un ambiente adatto, non solo sicuro ma anche bello, interessante e confortevole. Nell’ambiente il bambino deve trovare le migliori condizioni di sviluppo possibili per lui.

Quali sono quindi le condizioni ottimali?

Dipende dalla sua età. Inizialmente il primo ambiente adatto alla vita umana è il corpo materno, una volta venuto al mondo il bambino necessita della madre che gli offra calore, nutrimento e sostegno, successivamente avrà bisogno di uno spazio esterno a lui dedicato, un piccolo letto basso, con confini morbidi e sicuri al quale possa accedere gattonando in autonomia.

Poi cosa accade?

Man mano che il bambino cresce, il bisogno di spazio aumenta fino a sentire la necessità di esplorare il mondo intero. Nell’ambiente il bambino deve trovare nutrimento psichico, non deve trovare stimoli ma risposte ai suoi bisogni.

Come diceva Maria Montessori

«Quando parliamo di “ambiente” comprendiamo tutto l’insieme delle cose che il bambino può liberamente scegliere in esso e usare tanto quanto desidera, in corrispondenza delle sue tendenze e dei suoi bisogni di attività».

A cosa ci riferiamo quando parliamo di ambiente preparato?

Parlando di ambiente preparato e amorevole ci riferiamo sia all’arreamento che ai materiali in esso disposti. Per quanto riguarda il mobilio, ella riteneva che dovesse essere semplice ed economico, leggero in modo che venisse spostato facilmente dal bambino, possibilmente lavabile, ma soprattutto bello, artistico inteso come grazioso ed armonioso, interessante e ordinato. Maria Montessori tanto si è spesa per dare una svolta all’ambiente, del quale ha fatto uno dei fulcri principali della sua pedagogia, osservando il bambino in modo approfondito ha riconosciuto in quale ambiente meglio si dispiega la sua personalità. Con le attività proposte nell’ambiente Montessori il bambino ha modo di evolvere gradualmente verso la piena maturazione intellettuale. Agendo sull’ambiente, infatti, egli stimola ed educa i propri sensi che sono alla base del ragionamento e del giudizio.

Dall’ambiente il bambino trae nutrimento psichico, quindi non deve solo essere proporzionato alle sue dimensioni e ai suoi bisogni fisici, ma occorre che contenga anche il cibo per la sua anima, per i suoi bisogni psichici: materiali per le attività di vita pratica (cura di sé, dell’altro e dell’ambiente) e materiali di sviluppo per l’educazione sensoriale, oggetti per l’acquisizione della cultura, posti alla sua portata e liberamente utilizzabili, che si prestano a uno sviluppo graduale dell’intelligenza.

Maria Montessori in un libro che raccoglie alcuni suoi scritti dal titolo Educare alla libertà, curato da Claudio Lamparelli a mio parere uno dei più coinvolgenti, elenca alcuni elementi che dovrebbero essere intrinseci dell’ambiente educativo, tra cui l’estetica, l’attività, i limiti.

  1. L’estetica Fa riferimento al carattere attraente degli oggetti e dell’ambiente affinché quest’ultimo mandi un messaggio al bambino: usami con cura e il bambino scelga l’oggetto che in quel momento corrisponde maggiormente al suo più vivo bisogno di azione.
  2. L’attività  infantile deve essere parte dell’ambiente, un oggetto deve poter essere preso, spostato, utilizzato e rimesso a posto per essere ritenuto attraente dal bambino, in quanto apprendimento è movimento, i due fattori sono inscindibili.
  3. I limiti. Il materiale deve essere “limitato in quantità”.

«Noi tutti crediamo erroneamente che il bambino più “ricco di giocattoli”, più “ricco di aiuti”, possa essere il meglio sviluppato. Invece la moltitudine disordinata di oggetti appesantisce l’animo di un nuovo caos e lo opprime nello scoraggiamento» (Maria Montessori).

Tutto questo viene tenuto insieme da un filo conduttore che è l’ordine “un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto”. L’ordine esterno aiuta a guidare l’ordine interno. I bambini piccoli possiedono una naturale propensione all’ordine, che tocca l’apice attorno ai due anni ma continua anche negli anni successivi.

Una delle caratteristiche dell’ambiente montessoriano è l’ordine sia per l’aspetto della collocazione degli oggetti nello spazio (ogni oggetto ha un suo posto) sia dal punto di vista concettuale (uso progressivo delle attività). Le attuali ricerche psicologiche indicano che l’ordine nell’ambiente aiuta in modo altamente significativo sia l’apprendimento sia lo sviluppo. L’ambiente ordinato favorisce l’orientamento del bambino nello spazio, lo rassicura rispetto al luogo in cui trovare le attività cui dedicarsi, lo sottrae dalla dipendenza dell’adulto e lo mette in relazione di rispetto e collaborazione con gli altri bambini. Una volta terminato di utilizzare un oggetto, questo va ricollocato al suo posto a disposizione dei compagni» (Stoll Lillard).

Rimettere le cose a posto e ripristinare l’ordine è fonte di grande soddisfazione per il bambino piccolo. Ogni materiale deve avere la sua giusta collocazione e ogni pezzo del materiale deve essere posizionato nel posto che gli è proprio. In questo modo anche l’ambiente diviene maestro, in quanto un ambiente preparato rende il bambino indipendente dall’adulto, autonomo e libero nel movimento.

Articolo scritto da Morena  Drago

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