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  • CHE COS’E’ LA CONCENTRAZIONE? ESISTE NEI BAMBINI?

La concentrazione è la capacità di fissare l’attenzione su un solo dato. Secondo il pensiero comune un bambino non è in grado di concentrarsi, non ha la capacità di polarizzare l’attenzione su un punto preciso per un determinato periodo di tempo; la maggior parte degli adulti crede che il bambino abbia la necessità di passare in continuazione da un’attività all’altra perché non è in grado di mantenere focalizzata a lungo la propria attenzione su di un lavoro.

Spesso crediamo di conoscere bene il bambino e cadiamo in piccoli ma grandi errori che possono modificare il nostro modo di agire nei suoi confronti!

CREDERE CHE UN BAMBINO NON SIA IN GRADO DI CONCENTRARSI E’ CERTAMENTE UNO DI QUEI GRANDI ERRORI CHE NOI ADULTI FACCIAMO!

In realtà, infatti, una delle più sorprendenti qualità dell’uomo che possiede fin dall’infanzia è proprio la capacita di concentrarsi, una abilità preziosa grazie alla quale fin da bambini edifichiamo il carattere, auto-costruiamo la nostra vita psichica e le nostre capacità mentali.

Quando il bambino si concentra, la sua mente si sviluppa e la sua personalità si costruisce, questo significa che se riuscissimo a creare le condizioni adatte per favorire la concentrazione otterremo grandi risultati.

Maria Montessori pioniera in molti dei più importanti temi di pedagogia e scienza scriveva già nei primi anni del ‘900:

La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice.

Maria Montessori

Nonostante si pensi il contrario dunque il bambino, ha tutte le potenzialità innate per costruire se stesso e compie questo lavoro ogni volta che si immerge in una forma di concentrazione, di conseguenza, attraverso un’attività che promuove momenti di concentrazione si crea l’individuo e si formano il carattere e la personalità.

Maria Montessori scoprì il fenomeno della concentrazione osservando una bambina di circa tre anni (nella Casa dei Bambini a San Lorenzo), che rimaneva profondamente assorta mentre lavorava con gli incastri solidi. Nel libro “l’autoeducazione” ella racconta l’episodio nel dettaglio. Dopo averla osservata per diverso tempo, ad un certo punto, per verificarne l’intensità dell’attenzione, Maria Montessori cercò di disturbarla e scrisse:

“Allora invitai tutti i bambini a cantare: essi cantarono, ma la bambina continuò imperturbata a ripetere il suo esercizio anche dopo che il breve canto fu cessato”[1].

La bambina, incurante di tutto quello che la circondava, seguitò a ripetere l’azione di infilare e sfilare gli incastri per oltre 42 volte. Alla fine del momento di concentrazione la bambina:

“si guardò intorno soddisfatta, quasi svegliandosi da un sonno riposante”[2].

[1] Maria Montessori, “ Autoeducazione”,p. 62

[2] Maria Montessori, “ Autoeducazione”, p.  62

Maria Montessori


Questo racconto è rilevante perché fu proprio grazie a questa esperienza che Maria Montessori si rese conto che anche i bambini sono in grado di polarizzazione l’attenzione in modo intenso, una bambina di appena tre anni si mostrava capace di una attenzione intensa e protratta nel tempo, era bastato crearle l’ambiente adatto e offrirle la libera scelta dell’attività da svolgere.

  • DUNQUE: LIBERA SCELTA IN UN AMBIENTE PREPARATO!

Questo è quindi il “segreto” per favorire la concentrazione del bambino: offrirgli un ambiente adatto che risponda ai suoi bisogni interiori e permettere la libera scelta delle attività con cui lavorare.  

Quindi non un concetto di libertà in modo vago ma una libertà di scelta del lavoro a cui dedicarsi perché diceva proprio la Montessori “solo il bambino lasciato libero di lavorare potrà sviluppare la concentrazione”.

Gli oggetti diventano dunque nutrimento psichico, alimento mentale, i bambini hanno una fame interiore da soddisfare e trovano nutrimento proprio nell’ambiente intorno a loro.  Il compito dell’adulto è dunque quello di organizzare l’ambiente in modo appropriato ed offrire al bambino motivi per attività costruttive facilitando di conseguenza il contatto con gli oggetti e i mezzi di attività presenti nell’ambiente preparato.

  • COME CAPIRE SE UN BAMBINO E’ CONCENTRATO?

Quando un bambino è assorto e sta svolgendo un’attività non deve essere interrotto, ma come capire se un bambino è concentrato? secondo Maria Montessori la polarizzazione dell’attenzione si esprime secondo alcune caratteristiche, grazie alle quali possiamo riconoscerla:

  1. Ripetitività => intesa come ripetizione degli atti, il bambino svolge l’attività più volte senza un fine apparente, questo significa che è concentrato e non bisogna interromperlo o intervenire in alcun modo.
  2. Sguardo fisso sul lavoro => il bambino ha lo sguardo fisso sulle mani che lavorano sull’oggetto, questo è un momento fondamentale perché si instaura uno stretto legame tra il bambino e il materiale che sta utilizzando.
  3. Isolamento =>  il bambino è come se fosse isolato, sottratto agli stimoli esterni.
  4. Movimenti coordinati => i movimenti del bambino concentrato sono coordinati e fini.
  • QUANDO FINISCE IL MOMENTO DI CONCENTRAZIONE?

Tornando all’episodio raccontato da Maria Montessori, alla fine del momento di concentrazione la bambina dopo aver lavorato ininterrottamente con gli incastri solidi “si guardò intorno soddisfatta, quasi svegliandosi da un sonno riposante”[1].

Dunque il momento di concentrazione finì solo quando la bambina ne sentì l’esigenza, dopo chde ella senti appagate le sue esigenze e i suoi bisogni interiori!

E dopo aver lavorato apparve felice, soddisfatta, appagata.

Quello che accade a seguito di un momento di concentrazione è dunque una vera e propria trasformazione,  il bambino dopo essersi concentrato su un’attività e dopo aver soddisfatto il suo bisogno esprime gioia e serenità, inizia a farsi più calmo, espansivo e mostra qualità interiori straordinarie.

QUINDI QUAL E’ IL PRIMO PASSO?

Preparare l’ambiente con mezzi che favoriscono la concentrazione e rendere libero il bambino di scegliere il proprio lavoro!

Dell’ambiente preparato ed organizzato ne parlerò a fondo in uno dei prossimi articoli, continuate a seguire Vivo Montessori e il mio blog!

Grazie per aver letto il mio articolo  – Anna Pagnotta

[1] Maria Montessori, “ Autoeducazione”, p.  62

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